«Il prodotto non è il punto debole del vino italiano, lo è la struttura delle imprese».
Partendo da questa riflessione, Pierpaolo Penco, responsabile Wine Business di MIB Trieste School of Management, ha anticipato al Vinitaly 2026 i risultati della ricerca “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole”.
I risultati - che saranno pubblicati a breve - evidenziano come la leadership femminile non sia solo una questione di rappresentanza, ma un fattore concreto di evoluzione aziendale, capace di rendere le imprese più solide e strutturate.
La ricerca mostra che dove la leadership femminile è presente, emerge un nuovo paradigma organizzativo basato su:
Come sottolineato durante l’incontro, la competitività oggi non si misura più solo in vigna, ma nella capacità di pianificare e far crescere le persone.
In questo contesto, la formazione di alto livello, come quella proposta dal programma in Wine Business Management di MIB Trieste, diventa lo strumento fondamentale per trasformare le intuizioni enologiche in organizzazioni capaci di creare valore nel tempo.
Nonostante i progressi, restano ancora alcune sfide, come la necessità di un maggiore equilibrio nell'accesso ai ruoli apicali e una più diffusa cultura manageriale nel mondo cooperativo
- I risultati completi della ricerca saranno resi a breve disponibili.
Partendo da questa riflessione, Pierpaolo Penco, responsabile Wine Business di MIB Trieste School of Management, ha anticipato al Vinitaly 2026 i risultati della ricerca “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole”.
L’indagine, realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, ha coinvolto oltre 150 associate, che rappresentano tutta la filiera.
Il campione è così costituito:
- 50% imprenditrici
- 30% manager
- 20% consulenti e professioniste
Oltre il 70% delle intervistate ha un Diploma di Laurea.
Oltre il 70% delle intervistate ha un Diploma di Laurea.
I risultati - che saranno pubblicati a breve - evidenziano come la leadership femminile non sia solo una questione di rappresentanza, ma un fattore concreto di evoluzione aziendale, capace di rendere le imprese più solide e strutturate.
Verso un nuovo paradigma organizzativo
Il settore sta vivendo un superamento del modello tradizionale dell’imprenditore "solo al comando", spesso troppo accentratore per gestire la complessità dei mercati attuali.La ricerca mostra che dove la leadership femminile è presente, emerge un nuovo paradigma organizzativo basato su:
- capacità di coordinare competenze
- delegare
- formalizzare i processi.
I dati della trasformazione
Le aziende che vedono una forte presenza femminile ai vertici mostrano una chiara convergenza verso asset strategici per il futuro:- Visione di lungo periodo: adottata da oltre l’80% delle intervistate.
- Sostenibilità: indicata come priorità da più del 75% del campione.
- Capitale Umano: circa il 78% investe attivamente nella formazione e nella retention dei talenti.
Il valore della governance e della formazione
Come sottolineato durante l’incontro, la competitività oggi non si misura più solo in vigna, ma nella capacità di pianificare e far crescere le persone.In questo contesto, la formazione di alto livello, come quella proposta dal programma in Wine Business Management di MIB Trieste, diventa lo strumento fondamentale per trasformare le intuizioni enologiche in organizzazioni capaci di creare valore nel tempo.
Nonostante i progressi, restano ancora alcune sfide, come la necessità di un maggiore equilibrio nell'accesso ai ruoli apicali e una più diffusa cultura manageriale nel mondo cooperativo
- I risultati completi della ricerca saranno resi a breve disponibili.
La presentazione a Vinitaly

